L’inimmaginabile

Che le elezioni del 4 marzo sarebbero state una batosta per il PD, era risaputo. Che i 5S avrebbero ottenuto un grande successo, era previsto. Che la Lega si Salvini passasse da partito regionale a partito nazionale con un ottima performance, non era prevedibile nel consenso ottenuto a livello nazionale ma vi erano segnali evidenti.

Spesso una forza si afferma non grazie alle sua credibilità ma alla debolezza altrui. Il PD che aveva sposato in pieno le politiche di austerità attuando le ricette della troika,  avrebbe dovuto aver il polso del paese. Come non sapere che dopo il referendum costituzionale di dicembre 2016 l’incanto renziano era terminato? Come non capire che quel voto di protesta che ha bocciato il referendum costituzionale altro non era che un voto di protesta contro il jobs act, la buona scuola, il congelamento degli stipendi, la continua precarizzazione?  Il governo Renzi e quello Gentiloni poi, hanno continuato e realizzato le politiche di austerity e ultraliberiste che hanno impoverito le fasce più deboli della popolazione; non hanno dato risposta ai giovani disoccupati. Hanno continuato le politiche di tagli lineari,hanno portato a pesanti tagli nella sanità pubblica, hanno tagliato il trasporto pubblico locale, non hanno fatto nessuna politica per la casa. Gli strati popolari e il ceto impiegatizio si è visto il potere d’acquisto sempre più eroso. Il PD e la sinistra in generale, hanno perso ogni contatto con le persone, con chi era in grande difficoltà perchè l’azienda delocalizzava o perchè costretto a chiudere  una piccola attività.

bacio

In questo scenario sono apparsi due soggetti politici apparentemente  opposti ma convergenti su molti punti e, il cosiddetto contratto di governo, non è un approdo casuale o di necessità.

Entrambi 5S e lega hanno attribuito ai migranti le difficoltà di molti cittadini (includo anche gli stranieri che vivono in Italia) come se fossero i migranti a sottrarre risorse agli altri e non le politiche di austerity.  Il costo dei rifugiati politici pesa per lo più sul bilancio europeo e non su quello italiano.

La Lega si Salvini ha promesso la “flat tax” ovvero una riforma fiscale che avvantaggia una piccola parte delle popolazione molto ricca. Per questa élite il risparmio sarebbe enorme e i ricchi si ritroverebbero un regalo consistente in centinaia di migliaia di euro. I poveri non si ritroverebbero niente perchè già esiste una “no tax area”. Cosa c’entrano i migranti con questo? Assolutamente niente.

Entrambi i partiti, 5S e lega hanno promesso di cancellare la legge Fornero. E’ vero che la legge Fornero è una legge iniqua e la più penalizzante nell’Europa a 28 ma non hanno spiegato da dove sarebbero arrivate le coperture finanziarie. Cosa c’entrano i migranti con la Fornero?  Niente di niente.

I 5S hanno promesso un reddito di cittadinanza universale. E’ una buona idea se i 5S avessero una visione keynesiana dell’economia, ma anche il movimento di Di Maio ha una visione liberista della società e crede nel libero mercato. Non a caso l’economista  coccolato da Di Maio, Lorenzo Fioramonti, si è rifiutato di far parte del governo Salvini-Di Maio perchè in disaccordo cu molti punti di politica economica.  Il reddito di cittadinanza è sperimentato attualmente in stati molto ricchi come la Svizzera e la Finlandia. Ricordo che Grillo diceva  costantemente che di lavoro non ce n’è e che bisognerà pagare il non lavoro. A parte il fatto che il lavoro si è trasformato e che sono aumentati i ritmi di lavoro e la produttività. Un’idea più sensata sarebbe quella di proporre una riduzione dell’orario di lavoro.

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Quello che è accaduto in questi mesi, a partire dalla formazione del governo giallo-verde, ha portato ad un’escalation illiberale mai conosciuta prima. Intanto è emerso che Giuseppe Conte è un primo ministro di comodo, una figura istituzionale richiesta dalla costituzione ma è alla mercé di Salvini e Di Maio. Sin dal primo giorno di governo, Salvini ha intensificato i suoi proclami razzisti e ha scelto colleghi di governo tra i più retrogradi e oscurantisti.

Salvini sa usare solo toni sprezzanti e slogan. Come afferma Saviano, questi populisti non sono in grado di articolare un discorso, di fare un ragionamento. Usano frasi che vanno diritto alla pancia mentre è molto più complicato arrivare alla testa e al cuore delle persone.

I populisti Salvini e Di Maio, usano espressioni completamente scollegate dal loro vero senso. Parlano di “élite” quando loro sono le nuove élite perchè siedono nella stanza dei bottoni. Parlano di establishment in maniera inappropriata poichè Salvini è quell’espressione più brutale dell’establishment leghista che ha governato per 20 anni con Berlusconi; la lega governa da decenni la Lombardia e il Veneto e ha voluto quell’aeroporto fallimentare di Malpensa che ha rappresentato il disastro di Alitalia.  Quella si chiamava Lega Nord ed era un partito regionalistico ma ugualmente razzista contro i meridionali e gli immigrati. Un partito che ha avuto sempre tendente totalitarie se si ricorda l’episodio di Curno, piccolo comune lombardo, dove un intero paese, scuola compresa, era stato istoriato con il simbolo leghista proprio come i nazisti apponevano la svastica ovunque.

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Le tendenze autoritarie e liberticide della  Lega sono evidenti anche sul fatto che la Lega vuole ulteriormente militarizzare il territorio; vuole rendere il porto d’armi più semplice e aumentare l’impunibilità della legittima difesa. Gli Stati Uniti insegnano che più armi circolano, più la violenza aumenta. Salvini e la lega sono contro i diritti civili ed è un partito  palesemente omofobo.

Ma non è finita qui. E’ nell’indole dei populisti illiberali essere contro la stampa in generale. Se Salvini vuole le liste dei Rom, Di Maio è sulla stessa onda nel chiedere le  liste dei raccomandati in Rai. I 5S non dovrebbero essere troppo spavaldi in tema di corruzione dati i continui casi che cominciano a investire il cosiddetto  partito dell’onestà.

Salvini sta costruendo la sua fortuna politica con atti di continuo sciacallaggio. La sua crociata anti-immigrati è strumentale e volta solo a distrarre i suoi seguaci dai problemi reali. Salvini, e per questo le sue azioni politiche sono ignominiose, usa la tragedia di popoli affamati e torturati per oscurare i suoi veri disegni politici che sono quelli di mantenere ed aumentare i privilegi di una classe privilegiata e di aizzare  gli strati popolari contro i più poveri. E’ quello che succede in una normale classe. Il bullo della classe non si pone in competizione con lo studente più capace ma bullizza quello più vulnerabile.  Salvini è l’emblema del darwinismo sociale.

E la sinistra? La sinistra è rimasta solo in tante associazioni che operano sul territorio. Sono tante piccole realtà che però non hanno un filo comune, non hanno un programma, non hanno leader. Occorre cominciare a fare un lavoro capillare e quasi porta a porta. Occorre costruire reti di solidarietà dove ci sono situazioni di difficoltà economica, occorre ritornare a fare politica dal basso, nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Occorre rinnovare la classe politica ma, soprattutto, occorre una politica chiara dove i diritti delle persone siano al primo posto; la lotta alle mafie sia decisa perchè sottraggono risorse ingenti alla collettività; occorre una serie politica ambientale perchè il nostro territorio è devastato; occorre disinvestire  nelle grandi opere e investire nell’unica grande opera che è l’istruzione. Occorre rilanciare un piano di edilizia popolare perchè non tutti possono permettersi una casa di proprietà o pagare un affitto a prezzo di mercato. Occorre una sinistra aperta e plurale dove donne e uomini camminino insieme  e non una sinistra a esclusiva guida maschile. Occorre una sinistra fantasiosa e vivace, una sinistra di scelte coraggiose, una sinistra della partecipazione e della socialità.

Non sarà un processo nè semplice nè immediato. Ma occorre cominciare un nuovo cammino ora,  prima che il razzismo e para-fascismo ci trvalgano.

 

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