E l’Italia si scoprì razzista

La furia razzista e fascista di Traini che si è abbattuta sugli immigrati a Macerata rappresenta la punta di una scia di omicidi a sfondo razziale. Dal delitto di Emmanuel Chidi a Fermo all’omicidio di Abba a Milano; un immigrato protesta al centro di Accoglienza di Aversa e il titolare gli spara; Abdesselem El Danaf, operaio egiziano di 53 anni e padre di cinque figli a novembre del 2016 fu travolto e succiso a Piacenza durante un picchetto. Questi sono solo alcuni dei casi più gravi.

La discriminazione razzista però ha varie sfumature. Si va dai sindaci, come quello di Sesto San Giovanni che si fa vanto di mandare i figli nelle scuole private perchè nelle scuole statali “sarebbero gli unici italiani”a quelli che impongono restrizioni e vessazioni contro gli immigrati. Per non parlare del repertorio oltraggioso della Lega di Salvini che sarebbe ridicolo se invece non facesse proseliti. Tutto è cominciato contro l’ex ministra delle pari opportunità Kienge definita “scimmia”  per passare poi ai fatti come a Varese  dove il sindaco Fontana, attuale candidato della destra alla regione Lombardia, aveva varato un’ordinanza anti bourka; sindaci che vietano l’accesso a parchi e giardini agli immigrati; ordinanze che impongono  la chiusura anticipata ai negozi di kebab o come Gentilini che aveva fatto togliere le panchine per vietare agli immigrati di sedersi.

Se dalle istituzioni arrivano questi pesanti e anticostituzionali segnali di razzismo, come non pensare che il razzismo diventi senso comune specialmente fra quella parte delle popolazione più fragile e più diseredata ?

Le istituzioni hanno fatto ben poco per favorire l’incontro tra popolazione locale ed immigrati. Un immigrato è lasciato alla mercé in un Paese che pur essendo diventato luogo di immigrazione come tutto l’occidente, non ha centri di orientamento e di vera accoglienza, luoghi di mediazione linguistica e culturale. Fino a quando gli immigrati erano il 2-3% della popolazione e la cui presenza era quasi impercettibile, i rigurgiti fascisti e razzisti erano contenuti. La Lega era un partito identitario confinato alle regioni Lombardia e veneto, Forza Nuova e Casapound erano sigle quasi del tutto sconosciute.

antirazzismo 1 (1)

E’ molto facile controbattere a chi parla di “invasione” fornendo dati statistici. Secondo Eurostat, al 1º gennaio 2015 l’Italia era il quinto Paese dell’Unione europea per popolazione immigrata, ovvero nata all’estero, con 5,8 milioni di immigrati, dopo Germania (10,2 milioni), Regno Unito (8,4 milioni), Francia (7,9 milioni) e Spagna (5,9 milioni) Per numero di immigrati in percentuale rispetto al totale della popolazione residente, l’Italia si classificava al diciannovesimo posto (su 28) nell’Unione Europea (con il 9,5% di immigrati sul totale della popolazione.

Sul territorio italiano sono ormai presenti un milione di cosiddette G2, seconde generazioni, figli di immigrati nati in Italia e che studiano nelle scuole e università italiane. Questi nuovi cittadini però sono una sorta di paria in quanto sono privi della cittadinanza italiana. Il primo passo che i governi avrebbero dovuto compiere avrebbe dovuto essere il riconoscimento dello ius soli, ovvero il diritto alla cittadinanza per chi nasce in un determinato paese. Questo scelta avrebbe solo vantaggi: avremmo una nuova generazione di cittadine e cittadini che potrebbe contribuire pienamente alla vita scoiale e politica e ridurre le azioni razziste.

I partiti invece, a parte quelli di chiara matrice xenofoba come la lega e i partiti neofascisti, si sono chiusi in una stupida e controproducente paura e, il PD e ancor più i 5S,non approvando lo ius soli o imponendo delle leggi di decoro urbano che da molti sindaci sono state tradotte in ordinanze anti-immigrati.

antirazzismo 2

La codardia di questi giorni è imbarazzante e preoccupante. Nessun partito democratico ha avuto il minimo senso civico e umanitario nel recarsi a fare a fare visita  agli immigrati feriti a Macerata, fatta eccezione per Maurizio Acerbo di RC.  Le elezioni sono dietro l’angolo e i partiti del centro-sinistra e i5S hanno paura di una ricaduta negativa sul risultato elettorale. La loro strategia polisca però è miope sia a breve che a lunga distanza.  Non basta qualche battuta innocua su Salvini o incolpare questo o quel politico di turno. Le affermazioni di Salvini sono di una gravità inaudita e ci riportano indietro  di 80 anni, all’insorgere del nazifascismo paventando le persecuzioni razziali  come  ” una pulizia via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve, perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo”.

Il problema politico si pone ed è pressante. Invece il PD e i 5S lasciano la piazza alle destre. Lo  scenario culturale è  cambiato e si fa finto di non vederlo per mera opportunità politica di piccolo cabotaggio, vuol dire che questo Paese ha qualcosa di profondamente guasto nella sua sopravvivenza democratica. Se la miopia politica del PD e dei 5S non riesce a vedere che nel difendere i diritti degli immigrati si difende la democrazia tout court, occorre allora una lente di correzione che non può venire da questi partiti (PD e 5S) ma dalle mille realtà antirazziste e antifasciste presenti  sul meritorio e che oggi disobbediscono alle segreterie dei loro partiti ed associazioni e manifestando  contro questa bruttissima ondata nera, contro queste vischiosissime sabbie mobili della politica italiana.

Quello che i partiti non possono o non vogliono fare, provano a farlo le associazioni, i movimenti, aggregazioni spontanee di cittadini  per arginare l’ondata xenofoba e una pericolosa deriva fascista.

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