The ‘lockdown sceptics’ want a culture war, with experts as the enemy

https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/may/18/lockdown-sceptics-coronavirus-brexit

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Il fascista diffuso e la sinistra sfusa. Una riflessione di Niki Vendola

Il fascista diffuso e la sinistra sfusa

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Perchè ci ritroviamo questa destra leghista. La riflessione di Raimo.

via Perchè ci ritroviamo questa destra leghista. La riflessione di Raimo.

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Perchè ci ritroviamo questa destra leghista. La riflessione di Raimo.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/perche-salvini-vinto-combatterlo-qualche-idea-le-lotte-ci-aspettano/

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Il nome delle leggi

Negli ultimi anni si sta riscontrando con sempre maggiore frequenza che le leggi approvate dal Parlamento italiano non portano più il nome del suo promotore ed estensore bensì viene dato loro un mone che vorrebbe farle identificare con più facilità.

E’ pur vero che molte leggi, rimaste nella memoria collettiva, sono identificate da un numero. Chi tra le donne non conosce l’immediata connessione della legge 194 e l’interruzione di gravidanza?

O chi non associa immediatamente la legge 180, detta legge Basaglia, con la chiusura dei manicomi? Altre leggi importantissime della nostra legislazione portano il nome di chi le propose, cone la legge Merlin sulla chiusura dei bordelli, la legge Turco-Napolitano che interveniva con alcune luci e molte ombre sul tema dell’immigrazione.

Con il governo Renzi si inaugura la stagione delle leggi con nomi che sono più che accattivanti, direi pleonastici. La legge delle leggi dell’epoca renziana è stata la cosiddetta “Buona scuola”, una inutile ridondanza. Intanto la scuola se non è buona è ovviamente cattiva, ma la cattiva scuola ha un altro significato non strettamente connesso all’istruzione. La “Buona scuola” non è stata né buona per gli alunni in quanto non sono sparite le classi pollaio né sono state implementate alcune discipline; non è stata buona per i docenti che si sono ritrovati in un’istituzione dove i dirigenti hanno assunto ancora maggiori poteri discrezionali e di indirizzo, è stato introdotao la valutazione del merito con criteri del tutto arbitrari e con compensi ridicoli.

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Un’altra legge devastante che è stata battezzata con un nome proprio è il “Jobs act”. A parte l’uso improprio del pluralre in jobs, ma Renzi in inglese non è una cima, questa legge ha nei fatti ucciso moltissimi diritti dei lavoratori e ha cancellato l’art. 18, cosa che non era riuscita a Berlusconi. Si da enfasi alla parola “Job” (occupazione) ma  nei fatti si è distrutto quel mondo e lo si è fortemente precarizzato.

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Renzi, chiamando le leggi con i nomi di fantasia e non con il nome di chi le ha formulate, ha aperto il corso populista che ha trovato piena attuazione con il governo giallo-verde. Di Maio, nonostante l’anti-renzismo viscerale, continua su quella scia intitolando il suo decreto “decreto dignità”. Anche Di Maio usa una denominazione truffaldina in quanto in quel decreto di dignità non se ne vede. Il decreto non reintroduce l’art. 18, allunga soltanto di un anno le coperture degli ammortizzatori sociali, limita il numero delle possibilità di rinnovo del contratto a termine sperando che venga trasformato a tempo indeterminato. Usare il termine dignità è una scelta dietro cui si cela un moralismo piuttosto becero. Di Maio è stato premiato dagli elettori perché aveva promesso di restituire dignità ai “cittadini”. Ma per quelli che versano in condizione di povertà assoluta ol “decreto dignità” non ha stanziato un euro nè si posto un rimedio a chi è rimasto senza casa.

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Le leggi sono imbellettate con nomi da effetti speciali, da fruizione immediata con un tweet, ma queste leggi spesso vanno contro gli interessi dei più e questi nomi di fantasia sono solo una delle tante mistificazioni su cui si regge lo storytelling della politica italiana.

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L’inimmaginabile

Che le elezioni del 4 marzo sarebbero state una batosta per il PD, era risaputo. Che i 5S avrebbero ottenuto un grande successo, era previsto. Che la Lega si Salvini passasse da partito regionale a partito nazionale con un ottima performance, non era prevedibile nel consenso ottenuto a livello nazionale ma vi erano segnali evidenti.

Spesso una forza si afferma non grazie alle sua credibilità ma alla debolezza altrui. Il PD che aveva sposato in pieno le politiche di austerità attuando le ricette della troika,  avrebbe dovuto aver il polso del paese. Come non sapere che dopo il referendum costituzionale di dicembre 2016 l’incanto renziano era terminato? Come non capire che quel voto di protesta che ha bocciato il referendum costituzionale altro non era che un voto di protesta contro il jobs act, la buona scuola, il congelamento degli stipendi, la continua precarizzazione?  Il governo Renzi e quello Gentiloni poi, hanno continuato e realizzato le politiche di austerity e ultraliberiste che hanno impoverito le fasce più deboli della popolazione; non hanno dato risposta ai giovani disoccupati. Hanno continuato le politiche di tagli lineari,hanno portato a pesanti tagli nella sanità pubblica, hanno tagliato il trasporto pubblico locale, non hanno fatto nessuna politica per la casa. Gli strati popolari e il ceto impiegatizio si è visto il potere d’acquisto sempre più eroso. Il PD e la sinistra in generale, hanno perso ogni contatto con le persone, con chi era in grande difficoltà perchè l’azienda delocalizzava o perchè costretto a chiudere  una piccola attività.

bacio

In questo scenario sono apparsi due soggetti politici apparentemente  opposti ma convergenti su molti punti e, il cosiddetto contratto di governo, non è un approdo casuale o di necessità.

Entrambi 5S e lega hanno attribuito ai migranti le difficoltà di molti cittadini (includo anche gli stranieri che vivono in Italia) come se fossero i migranti a sottrarre risorse agli altri e non le politiche di austerity.  Il costo dei rifugiati politici pesa per lo più sul bilancio europeo e non su quello italiano.

La Lega si Salvini ha promesso la “flat tax” ovvero una riforma fiscale che avvantaggia una piccola parte delle popolazione molto ricca. Per questa élite il risparmio sarebbe enorme e i ricchi si ritroverebbero un regalo consistente in centinaia di migliaia di euro. I poveri non si ritroverebbero niente perchè già esiste una “no tax area”. Cosa c’entrano i migranti con questo? Assolutamente niente.

Entrambi i partiti, 5S e lega hanno promesso di cancellare la legge Fornero. E’ vero che la legge Fornero è una legge iniqua e la più penalizzante nell’Europa a 28 ma non hanno spiegato da dove sarebbero arrivate le coperture finanziarie. Cosa c’entrano i migranti con la Fornero?  Niente di niente.

I 5S hanno promesso un reddito di cittadinanza universale. E’ una buona idea se i 5S avessero una visione keynesiana dell’economia, ma anche il movimento di Di Maio ha una visione liberista della società e crede nel libero mercato. Non a caso l’economista  coccolato da Di Maio, Lorenzo Fioramonti, si è rifiutato di far parte del governo Salvini-Di Maio perchè in disaccordo cu molti punti di politica economica.  Il reddito di cittadinanza è sperimentato attualmente in stati molto ricchi come la Svizzera e la Finlandia. Ricordo che Grillo diceva  costantemente che di lavoro non ce n’è e che bisognerà pagare il non lavoro. A parte il fatto che il lavoro si è trasformato e che sono aumentati i ritmi di lavoro e la produttività. Un’idea più sensata sarebbe quella di proporre una riduzione dell’orario di lavoro.

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Quello che è accaduto in questi mesi, a partire dalla formazione del governo giallo-verde, ha portato ad un’escalation illiberale mai conosciuta prima. Intanto è emerso che Giuseppe Conte è un primo ministro di comodo, una figura istituzionale richiesta dalla costituzione ma è alla mercé di Salvini e Di Maio. Sin dal primo giorno di governo, Salvini ha intensificato i suoi proclami razzisti e ha scelto colleghi di governo tra i più retrogradi e oscurantisti.

Salvini sa usare solo toni sprezzanti e slogan. Come afferma Saviano, questi populisti non sono in grado di articolare un discorso, di fare un ragionamento. Usano frasi che vanno diritto alla pancia mentre è molto più complicato arrivare alla testa e al cuore delle persone.

I populisti Salvini e Di Maio, usano espressioni completamente scollegate dal loro vero senso. Parlano di “élite” quando loro sono le nuove élite perchè siedono nella stanza dei bottoni. Parlano di establishment in maniera inappropriata poichè Salvini è quell’espressione più brutale dell’establishment leghista che ha governato per 20 anni con Berlusconi; la lega governa da decenni la Lombardia e il Veneto e ha voluto quell’aeroporto fallimentare di Malpensa che ha rappresentato il disastro di Alitalia.  Quella si chiamava Lega Nord ed era un partito regionalistico ma ugualmente razzista contro i meridionali e gli immigrati. Un partito che ha avuto sempre tendente totalitarie se si ricorda l’episodio di Curno, piccolo comune lombardo, dove un intero paese, scuola compresa, era stato istoriato con il simbolo leghista proprio come i nazisti apponevano la svastica ovunque.

salvini

Le tendenze autoritarie e liberticide della  Lega sono evidenti anche sul fatto che la Lega vuole ulteriormente militarizzare il territorio; vuole rendere il porto d’armi più semplice e aumentare l’impunibilità della legittima difesa. Gli Stati Uniti insegnano che più armi circolano, più la violenza aumenta. Salvini e la lega sono contro i diritti civili ed è un partito  palesemente omofobo.

Ma non è finita qui. E’ nell’indole dei populisti illiberali essere contro la stampa in generale. Se Salvini vuole le liste dei Rom, Di Maio è sulla stessa onda nel chiedere le  liste dei raccomandati in Rai. I 5S non dovrebbero essere troppo spavaldi in tema di corruzione dati i continui casi che cominciano a investire il cosiddetto  partito dell’onestà.

Salvini sta costruendo la sua fortuna politica con atti di continuo sciacallaggio. La sua crociata anti-immigrati è strumentale e volta solo a distrarre i suoi seguaci dai problemi reali. Salvini, e per questo le sue azioni politiche sono ignominiose, usa la tragedia di popoli affamati e torturati per oscurare i suoi veri disegni politici che sono quelli di mantenere ed aumentare i privilegi di una classe privilegiata e di aizzare  gli strati popolari contro i più poveri. E’ quello che succede in una normale classe. Il bullo della classe non si pone in competizione con lo studente più capace ma bullizza quello più vulnerabile.  Salvini è l’emblema del darwinismo sociale.

E la sinistra? La sinistra è rimasta solo in tante associazioni che operano sul territorio. Sono tante piccole realtà che però non hanno un filo comune, non hanno un programma, non hanno leader. Occorre cominciare a fare un lavoro capillare e quasi porta a porta. Occorre costruire reti di solidarietà dove ci sono situazioni di difficoltà economica, occorre ritornare a fare politica dal basso, nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Occorre rinnovare la classe politica ma, soprattutto, occorre una politica chiara dove i diritti delle persone siano al primo posto; la lotta alle mafie sia decisa perchè sottraggono risorse ingenti alla collettività; occorre una serie politica ambientale perchè il nostro territorio è devastato; occorre disinvestire  nelle grandi opere e investire nell’unica grande opera che è l’istruzione. Occorre rilanciare un piano di edilizia popolare perchè non tutti possono permettersi una casa di proprietà o pagare un affitto a prezzo di mercato. Occorre una sinistra aperta e plurale dove donne e uomini camminino insieme  e non una sinistra a esclusiva guida maschile. Occorre una sinistra fantasiosa e vivace, una sinistra di scelte coraggiose, una sinistra della partecipazione e della socialità.

Non sarà un processo nè semplice nè immediato. Ma occorre cominciare un nuovo cammino ora,  prima che il razzismo e para-fascismo ci trvalgano.

 

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L’Italia smemorata e i venditori di fumo

Tra poche ore gli italiani saranno chiamati a votare nelle elezioni politiche e in due importantissime regioni: Lazio e Lombardia.

Questa campagna è stata da una parte segnata dalla noia e dalla mancanza di leader capaci di trascinare e di aprire nuove e progressiste prospettive.  Questa campagna ha visto la presenza massiccia della Lega che mantiene solo parte del nome e il simbolo ma con Salvini si è proiettata verso  orizzonti di estrema destra.  La lega, da partito confinato alle regioni ricche del nord – in particolare Lombardia e Veneto – dopo la caduta in disgrazia di Bossi a causa della truffa effettuata con i finanziamenti pubblici- cosa di cui gli italiani hanno perso memoria- con Salvini cambia pelle e si sposta sempre di più a destra fino al punto da diventare un partito xenofobo come il partito di Marine Lepen o i tedeschi di AFD.

Nel frattempo abbiamo avuto un governo di centro-sinistra che è scivolato sempre più su posizioni centriste, ultraliberiste e securitarie. L’accordo di Minniti in Libia che ha ridotto il flusso di migranti sulla pelle di questi ultimi che sono finiti in campi di prigionia, veri e propri lager, non ha attenuato i toni razzisti di Salvini. Anzi, assecondare il leader leghista sul suo stesso terreno e la non approvazione dello ius soli, non ha portato giovamento al PD. Una politica coraggiosa di accoglienza avrebbe ridotto gli interstizi del razzismo, le azioni gravissime come quelle di Macerata e tante piccole altre che accadono quotidianamente. Perchè un ministro degli interni non ha sfoderato i dati sulla riduzione della micro criminalità mentre al contrario ha alimentato paure e fobie prive di fondamenta?

Il PD insieme a Verdini e i centristi di Alfano è stato dentro un disegno conservatore e ultraliberista. Non ha voluto ascoltare la forte protesta che si era sollevata dal mondo della scuola contro l’approvazione con  voto di fiducia della legge 107, ovvero la “buona scuola”. Gli insegnanti sono un ottimo bacino di voti ma molti di loro si ricorderanno della ferita subita quando entreranno nella cabina elettorale.

Renzi ha imposto una legge di dubbia costituzionalità (già sono partiti i ricorsi) e si voterà un Parlamento incostituzionale come era accaduto con il porcellum. La legge elettorale con cui si vota è stata pensata al proprio orticello, ovvero la smania di onnipotenza che avrebbe portato il PD a prendere il 40% dopo le sconfitte del referendum costituzionale e la perdita di importanti città !

Sul fronte ambientale è stato fotto poco e nulla. L’Italia è uno dei paesi più inquinati d’Europa.

Non è stato fatto nulla per il trasporto locale mentre si sta finanziando un’opera inutile come la TAV che verte per il 21% su territorio italiano ma viene finanziata dall’Italia per 2/3. Come mai tanta generosità ma poi non ci sono i soldi per il rinnovo dei contratti e la rete ferroviaria in alcune tratte neanche è elettrificata?

Domani moltissimi italiani non si arrenderanno al ricatto del voto utile. Votare PD significa un voto utile a Renzi e alle sue politiche dei bonus, da una parte, e dei tagli alla sanità, alla scuola, agli enti locali, dall’altra. Il voto utile è quello che cercherà di avviare una nuova fase dei diritti, di giustizia sociale, di uno stato accogliente verso i migranti, uno stato sociale effettivo.  In parte questo sta a sinistra del PD, l’unico voto utile è quello che fermi i rigurgiti fascisti, gli ultraliberisti o l’inconsistenza del mix liberista e protezionista dei pentastellati.

 

 

voto utile

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E l’Italia si scoprì razzista

La furia razzista e fascista di Traini che si è abbattuta sugli immigrati a Macerata rappresenta la punta di una scia di omicidi a sfondo razziale. Dal delitto di Emmanuel Chidi a Fermo all’omicidio di Abba a Milano; un immigrato protesta al centro di Accoglienza di Aversa e il titolare gli spara; Abdesselem El Danaf, operaio egiziano di 53 anni e padre di cinque figli a novembre del 2016 fu travolto e succiso a Piacenza durante un picchetto. Questi sono solo alcuni dei casi più gravi.

La discriminazione razzista però ha varie sfumature. Si va dai sindaci, come quello di Sesto San Giovanni che si fa vanto di mandare i figli nelle scuole private perchè nelle scuole statali “sarebbero gli unici italiani”a quelli che impongono restrizioni e vessazioni contro gli immigrati. Per non parlare del repertorio oltraggioso della Lega di Salvini che sarebbe ridicolo se invece non facesse proseliti. Tutto è cominciato contro l’ex ministra delle pari opportunità Kienge definita “scimmia”  per passare poi ai fatti come a Varese  dove il sindaco Fontana, attuale candidato della destra alla regione Lombardia, aveva varato un’ordinanza anti bourka; sindaci che vietano l’accesso a parchi e giardini agli immigrati; ordinanze che impongono  la chiusura anticipata ai negozi di kebab o come Gentilini che aveva fatto togliere le panchine per vietare agli immigrati di sedersi.

Se dalle istituzioni arrivano questi pesanti e anticostituzionali segnali di razzismo, come non pensare che il razzismo diventi senso comune specialmente fra quella parte delle popolazione più fragile e più diseredata ?

Le istituzioni hanno fatto ben poco per favorire l’incontro tra popolazione locale ed immigrati. Un immigrato è lasciato alla mercé in un Paese che pur essendo diventato luogo di immigrazione come tutto l’occidente, non ha centri di orientamento e di vera accoglienza, luoghi di mediazione linguistica e culturale. Fino a quando gli immigrati erano il 2-3% della popolazione e la cui presenza era quasi impercettibile, i rigurgiti fascisti e razzisti erano contenuti. La Lega era un partito identitario confinato alle regioni Lombardia e veneto, Forza Nuova e Casapound erano sigle quasi del tutto sconosciute.

antirazzismo 1 (1)

E’ molto facile controbattere a chi parla di “invasione” fornendo dati statistici. Secondo Eurostat, al 1º gennaio 2015 l’Italia era il quinto Paese dell’Unione europea per popolazione immigrata, ovvero nata all’estero, con 5,8 milioni di immigrati, dopo Germania (10,2 milioni), Regno Unito (8,4 milioni), Francia (7,9 milioni) e Spagna (5,9 milioni) Per numero di immigrati in percentuale rispetto al totale della popolazione residente, l’Italia si classificava al diciannovesimo posto (su 28) nell’Unione Europea (con il 9,5% di immigrati sul totale della popolazione.

Sul territorio italiano sono ormai presenti un milione di cosiddette G2, seconde generazioni, figli di immigrati nati in Italia e che studiano nelle scuole e università italiane. Questi nuovi cittadini però sono una sorta di paria in quanto sono privi della cittadinanza italiana. Il primo passo che i governi avrebbero dovuto compiere avrebbe dovuto essere il riconoscimento dello ius soli, ovvero il diritto alla cittadinanza per chi nasce in un determinato paese. Questo scelta avrebbe solo vantaggi: avremmo una nuova generazione di cittadine e cittadini che potrebbe contribuire pienamente alla vita scoiale e politica e ridurre le azioni razziste.

I partiti invece, a parte quelli di chiara matrice xenofoba come la lega e i partiti neofascisti, si sono chiusi in una stupida e controproducente paura e, il PD e ancor più i 5S,non approvando lo ius soli o imponendo delle leggi di decoro urbano che da molti sindaci sono state tradotte in ordinanze anti-immigrati.

antirazzismo 2

La codardia di questi giorni è imbarazzante e preoccupante. Nessun partito democratico ha avuto il minimo senso civico e umanitario nel recarsi a fare a fare visita  agli immigrati feriti a Macerata, fatta eccezione per Maurizio Acerbo di RC.  Le elezioni sono dietro l’angolo e i partiti del centro-sinistra e i5S hanno paura di una ricaduta negativa sul risultato elettorale. La loro strategia polisca però è miope sia a breve che a lunga distanza.  Non basta qualche battuta innocua su Salvini o incolpare questo o quel politico di turno. Le affermazioni di Salvini sono di una gravità inaudita e ci riportano indietro  di 80 anni, all’insorgere del nazifascismo paventando le persecuzioni razziali  come  ” una pulizia via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve, perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo”.

Il problema politico si pone ed è pressante. Invece il PD e i 5S lasciano la piazza alle destre. Lo  scenario culturale è  cambiato e si fa finto di non vederlo per mera opportunità politica di piccolo cabotaggio, vuol dire che questo Paese ha qualcosa di profondamente guasto nella sua sopravvivenza democratica. Se la miopia politica del PD e dei 5S non riesce a vedere che nel difendere i diritti degli immigrati si difende la democrazia tout court, occorre allora una lente di correzione che non può venire da questi partiti (PD e 5S) ma dalle mille realtà antirazziste e antifasciste presenti  sul meritorio e che oggi disobbediscono alle segreterie dei loro partiti ed associazioni e manifestando  contro questa bruttissima ondata nera, contro queste vischiosissime sabbie mobili della politica italiana.

Quello che i partiti non possono o non vogliono fare, provano a farlo le associazioni, i movimenti, aggregazioni spontanee di cittadini  per arginare l’ondata xenofoba e una pericolosa deriva fascista.

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L’Italia è attraversata dalla violenza razzista e sessista: è tempo di reagire

Antonio Ciniero e Ilaria Papa, il 4 febbraio 2018, hanno pubblicato questa interessante analisi sul blog MigrAzioni. Troppa violenza, razzista e sessista, attraversa l’Italia in questo momento. Un’analisi acuta e profonda che induce anche i due autori ad affermare, con amarezza, che “i fatti ci dicono che è davvero tempo di reagire e di trovare delle risposte, delle soluzioni”.

Sorgente: L’Italia è attraversata dalla violenza razzista e sessista: è tempo di reagire

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Non sono razzista, ma… – Wired

Sorgente: Non sono razzista, ma… – Wired

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